David di Donatello

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Trascrizione dell’audio del video

Niccolò di Betto Bardi detto Donatello, uno degli artisti più poliedrici e sperimentatori del Quattrocento italiano, lascia a Firenze una scultura in bronzo raffigurante il re Davide che ha suscitato molte discussioni tra gli studiosi proprio per la sua originalità.

La datazione dell’Opera ad oggi più accreditata è quella che va dal 1433 al 1443, periodo in cui l’artista di ritorno dal suo secondo soggiorno romano lavora a Firenze prima di partire per Padova.

In questi anni Donatello riceve un’importantissima committenza privata, è molto probabilmente Cosimo primo dei medici a richiedere la scultura per la sua dimora, la cosiddetta casa vecchia, e a portarla con sé nel nuovissimo palazzo Medici.

Ciò che sconcerta di questa opera e che si crede possa essere una delle prime sculture a tutto tondo completamente nuda dai tempi dell’antica Roma.

Perché?

Cosa portò Donatello a un cambiamento di stile così e radicale anche rispetto a un altro Davide che lui stesso aveva scolpito circa 30 anni prima?

Forse la committenza privata e quindi la collocazione originaria dell’opera in un luogo visibile solo ad un certo tipo di pubblico appartenente alla ristretta cerchia medicea, può aver spinto Donatello a sperimentare il classicismo appreso nel suo ultimo soggiorno romano, un classicismo in cui il corpo dell’eroe e specchio di grandezza morale e quindi viene rappresentato in tutto il suo splendore, in particolare il movimento flessuoso delle membra crea una curva molto simile a quella utilizzata dallo scultore Greco Prassitele nel IV secolo avanti Cristo.  Il corpo di Davide però non è scolpito come quello di un atleta nel pieno del suo vigore, ma come quello delicato indifeso di un ragazzino. Il classicismo così rivisitato da Donatello in chiave realistica apre la porta alla maniera moderna.

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