L’arte etrusca e romana

Sintesi

Nella prima parte del video viene illustrato come l’arte etrusca, o almeno la parte di arte che si è conservata sino a noi, fosse principalmente legata alla sfera funeraria e sepolcrale.Nella seconda parte del video si cerca di inquadrare sinteticamente, attraverso le tre discipline della pittura, della scultura e dell’architettura, la peculiare concezione dell’arte che ebbero gli antichi Romani e come essa evolse nel corso della loro secolare storia, durante la quale ebbero la possibilità di entrare in contatto con popolazioni e culture diverse, tra le quali spicca soprattutto la prestigiosa ed evoluta cultura greca.

Trascrizione audio video Arte etrusca

Tra il X e il IX secolo a.C. la penisola italiana è abitata da numerose popolazioni, fra le quali emerge quella degli Etruschi, situati fra l’Arno, il Tevere e il Tirreno.Nei secoli successivi essi continuano la loro espansione, fino a quando, intorno al VI secolo a.C., si confrontano con la nascente potenza di Roma, la quale li sottometterà definitivamente nel 289 a.C.Presso gli etruschi l’arte funeraria è estremamente importante e le loro tombe costruite in pietra si sono potute conservare fino ad oggi.Le tombe etrusche sono riunite in apposite necropoli fuori dalla cinta muraria delle città dei vivi. Esse ospitano l’anima dei defunti e perciò devono essere accoglienti come una casa.Le tombe etrusche possono avere una struttura:

a ipogeo, cioè scavate sottoterra

a tumulo, cioè ricoperte da un tumulo di terra

a edicola, cioè composte da un’unica camera costruita all’aperto

Al loro interno sono stati ritrovati grandi affreschi caratterizzati da tinte piatte e linee di contorno nette, raffiguranti gare e banchetti funebri, scene di danza, di caccia e di pesca. Nei corredi funebri sono poi stati reperiti canopi, ovvero delle urne con coperchio a forma di testa umana, e sarcofagi a forma di lettuccio conviviale con una o due persone giacenti

Abbiamo inoltre notizia, da descrizioni romane e modellini, dei loro templi che tuttavia, poiché costruiti con materiali deperibili, non si sono conservati fino a noi.

Arte romana

Secondo la leggenda, Roma è stata fondata nel 753 a.C. da Romolo sul colle Palatino. La storia di Roma corrisponde al racconto di un’incredibile ascesa politica che, nell’arco di sette secoli, l’ha vista diventare centro di un immenso impero. Si è soliti suddividere la storia romana in tre fasi, corrispondenti alle tre diverse forme di governo:

età monarchica: 753 a.C. – 509 a.C.

età repubblicana: 509 a.C. – 27 a.C.

• età imperiale: 27 a.C. – 457 d.C.

I Romani, popolo guerriero, hanno un’indole più interessata alle questioni concrete che a quelle astratte come l’arte e la cultura, ritenute perdita di tempo e fonte di rilassamento dei costumi. Tuttavia, anche i Romani sono grandi produttori di arte, benché questa sia sempre subordinata ad aspetti pratici o celebrativi.

La pittura romana

In origine la pittura romana è di tipo trionfale, destinata cioè a celebrare le imprese dei condottieri. Questo genere di pittura non si è però conservato, mentre oggi possiamo farci un’idea della pittura parietale sviluppatasi fra il II secolo a.C. e l’eruzione del Vesuvio avvenuta nel 79 d.C. grazie agli affreschi rinvenuti nelle città di Ercolano e Pompei, seppellite dall’eruzione.

In genere si riconoscono quattro stili di pittura parietale romana e pompeiana che si succedono in questo arco di tempo:

primo stile, detto a incrostazione: imita un rivestimento in lastre di marmo.

secondo stile, detto dell’architettura in prospettiva: imita in modo realistico le strutture architettoniche

terzo stile, detto della parete reale: presenta scene di paesaggi e di giardini fioriti

quarto stile, detto fantastico o dell’illusionismo prospettico: come il secondo stile, imita strutture architettoniche ma è molto più ricco, scenografico e fastoso.

La scultura romana

Anche in scultura lo scopo principale è quello di celebrare il valore e le imprese dei generali romani. Per questo ci sono giunti soprattutto ritratti di condottieri o decorazioni in bassorilievi di monumenti pubblici celebrativi quali gli archi di trionfo o le colonne, entrambi istoriati dalla narrazione delle imprese. La forma più originale di scultura romana consiste nel ritratto che riproduce fedelmente le fattezze fisiche del personaggio rappresentato, rendendolo sempre ben identificabile, includendo anche gli eventuali difetti, a differenza della statuaria greca tesa all’idealizzazione e alla perfezione.

L’urbanistica e l’architettura romana

L’arte in cui i Romani apportano le principali novità è quella più “pratica” e funzionale: l’architettura. I Romani costruiscono i propri edifici con gli schemi costruttivi dell’arco e della volta. Si tratta di un’assoluta novità che consente di creare e di coprire ambienti di ampiezze mai viste prima.Grazie alle innovazioni tecniche dell’arco e della volta, i Romani sviluppano una serie di infrastrutture mai realizzate prima, come le fognature, gli acquedotti e le terme.I Romani poi, attraverso una raffinata tecnica costruttiva stradale, creano una vastissima e capillare rete viaria, alla cui costruzione è strettamente connessa anche quella dei ponti.

Il più importante fra gli edifici sacri è il tempio, che i Romani chiamano aedes. Il tempio romano risente dell’influsso dei canoni greci ed etruschi: gli ordini architettonici maggiormente usati sono il corinzio, lo ionico, il tuscanico (cioè l’ordine di origine etrusca) e il composito (dato dalla sintesi fra ionico e corinzio).Dalla seconda metà del I secolo a.C. i templi subiscono notevoli cambiamenti, cominciando a do-tarsi di uno spazio semicircolare (detto abside) collocato sul lato opposto all’ingresso.

L’arte romana si manifesta principalmente in opere pubbliche, realizzate o per utilità comune o per fini celebrativi.

Le basiliche civili sono edifici a pianta rettangolare in cui si amministra la giustizia e si trattano gli affari. Lo spazio è suddiviso in tre navate longitudinali da due colonnati e su uno dei lati maggiori è presente un’abside semicircolare.

Le costruzioni onorarie sono realizzate al solo scopo di celebrare le glorie dei generali. Si tratta di archi di trionfo, monumenti con uno o tre passaggi archivoltati (detti fornici) o di colonne isolate sormontate da statue.

Gli edifici destinati allo svago trovano possibilità di esistere solo dal I secolo a.C.. Il teatro romano, a differenza di quello greco, non si appoggia al versante di una collina ma su una struttura muraria grazie all’uso dell’arco disposto in sequenza. Gli archi sono affiancati da semicolonne i cui ordini architettonici seguono dal basso la sequenza tuscanico-ionico-corinzio. Nell’anfiteatro, che presenta una struttura circolare o ellittica, hanno luogo le rappresentazioni di battaglie navali, dette naumachie, e i combattimenti fra gladiatori e contro le bestie.

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