A Pompei riemerge la stanza degli schiavi

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Pompei non finisce mai di stupirci con nuove scoperte. Gli scavi nella villa di Civita Giuliana, area suburbana a Nord della città distrutta nel 79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio, hanno portato alla luce una stanza destinata agli schiavi.

Un ambiente unico che ci fornisce uno spaccato della vita delle classi più umili.

Grazie all’eccezionale stato di conservazione è stato possibile effettuare i calchi in gesso dei modesti arredi e delle suppellettili  che si trovavano dentro la stanza.

L’ambiente di sedici metri quadrati senza finestre, ospitava tre brandine di legno con reti di corda regolabili in base all’altezza di chi le occupava. Una delle tre brandine è lunga un metro e quaranta e ospitava un bambino o un ragazzo.

Completava l’arredamento una cassa lignea contenente oggetti in metallo e in tessuto che sembrano fare parte dei finimenti dei cavalli.

Ha dichiarato il direttore generale di Pompei Gabriel Zuchtriegel: Gli scavi ci mostrano una “realtà precaria di persone che appaiono raramente nelle fonti storiche, scritte quasi esclusivamente da uomini appartenenti all’élite, e che per questo rischiano di rimanere invisibili nei grandi racconti storici” . “È un caso in cui l’archeologia ci aiuta a scoprire una parte del mondo antico che conosciamo poco, ma che è estremamente importante. Quello che colpisce è l’angustia e la precarietà di cui parla questo ambiente, una via di mezzo tra dormitorio e ripostiglio di appena 16 mq, che possiamo ora ricostruire grazie alle condizioni eccezionali di conservazione create dall’eruzione del 79 d.C.” l

Il rinvenimento è avvenuto non lontano dal portico dove lo gennaio fu ritrovato uno straordinario  carro nuziale.

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