Gli affreschi quattrocenteschi della Cappella Sistina (PDF scaricabile)

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La costruzione della Cappella Sistina fu decisa da Francesco della Rovere eletto Papa nel 1471 con il nome di Sisto IV.

Sisto IV decise di rinnovare il volto di Roma per rafforzare la forza della Chiesa, in opposizione sia alla minaccia turca da Oriente sia alla crescente potenza delle signorie italiane, in particolare di Firenze. Commissionò una serie di interventi urbanistici per Roma, che dopo lo spostamento della sede papale ad Avignone, era una città caduta in decadenza.

Il progetto di riqualificazione andò avanti per molti anni con la costruzione e il restauro di chiese e di palazzi civili, la sistemazione di strade e l’edificazione di un nuovo ponte sul Tevere, il Ponte Sisto.

Per esprimere tutta la grandezza papale, Sisto IV decise anche, di creare una cappella all’interno del Vaticano. Doveva colpire per la sua bellezza ed essere la sede per le più importanti celebrazioni pontificie.

Nome  Francesco della Rovere – Nascita  Celle Ligure, 21 luglio 1414 – Elezione  9 agosto 1471 -Fine pontificato  12 agosto 1484 Predecessore  papa Paolo II Successore  papa Innocenzo VIII

Sisto IV stabilì di non costruire una nuova struttura ma di modificare un edificio precedente, la Cappella Palatina, che era un imponente costruzione difensiva a protezione Vaticano.

Vista dall’esterno la cappella Sistina  è un’imponente parallelepipedo in muratura. Dotato di un corridoio chiuso che corre lungo tutto il suo perimetro, da cui le guardie potevano difendere la città dagli attacchi esterni.

Giovannino de’ Dolci nel 1477 avvia la costruzione, che nell’estate del 1481 doveva essere già conclusa, poiché è già documentato lo svolgimento della decorazione ad affresco delle pareti.

La cappella è consacrata all’Assunzione della Vergine Maria il 15 agosto 1483.

Sisto IV fissa fin dall’inizio Il piano generale della decorazione pittorica della cappella.

Le pareti sono suddivise su tre registri dal basso verso l’alto: lo zoccolo con finti arazzi, il secondo ordine con scene del Vecchio Testamento (scene della vita di Mosè) e del Nuovo Testamento (scene della vita di Cristo) e infine l’ordine più alto con la rappresentazione di pontefici martirizzati.

I lavori cominciarono dalla volta stellata, opera di Piermatteo d’Amelia, e dalle prime due storie dei cicli di Mosè e di Cristo, dipinte da Perugino.

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Ipotesi ricostruttiva della volta stellata e dell’aspetto della Sistina prima degli interventi di Michelangelo.

Elaborazione grafica su stampa del XIX secolo elaborata da Pietro Conti

Vicende storiche

Come la gran parte dei capolavori la Cappella Sistina è strettamente legata alle vicende storiche del tempo.

Dopo gli eventi della Congiura dei Pazzi (26 aprile 1478) i rapporti tra il papato e la famiglia dei Medici si erano annullati.

I Medici, sospettavano che a capo della congiura ci fosse il Cardinale Raffaele Sansoni Riario, molto vicino a Sisto IV, che viene subito arrestato.

L’arresto, violava l’immunità ecclesiastica. Sisto IV il 1° giugno 1478, scomunicò Lorenzo de’ Medici e i suoi seguaci. Venti giorni più tardi, proclamò l’interdetto sulla città con cui veniva proibito alla cittadinanza di partecipare a determinate funzioni religiose e di accostarsi ad alcuni sacramenti, nonostante il cardinale Sansoni Riario fosse stato nel frattempo rilasciato.

 

La riconciliazione

Dopo un complicato gioco di alleanze e di mediazioni, si ristabilì la pace tra Santa Sede e Firenze e il 3 dicembre 1480 Sisto IV annullò l’interdetto alla città e la scomunica a Lorenzo de’ Medici.

Lorenzo de’ Medici dopo il ritiro della scomunica e dell’interdetto, come segno di riconciliazione, apri le porte del Vaticano ai più esperti artisti  dell’epoca.

Sisto IV accettò l’offerta e poté così sviluppare il programma di decorativo delle pareti che si era posto.

 In effetti i lavori di  erano già iniziati dal Perugino che non essendo fiorentino poté iniziare a dipingere l’affresco dietro l’altare raffigurante l’Assunta a cui era dedicata la Cappella.

Il contratto per la decorazione delle pareti è ufficialmente stipulato il 27 ottobre 1481. In questo documento Giovanni de’ Dolci, supervisore dei Palazzi conferiva l’incarico a Pietro Perugino e ai fiorentini  Domenico Bigordi, detto il Ghirlandaio, Alessandro Filipepi detto Botticelli e Cosimo Rosselli di affrescare le pareti seguendo uno schema per fasce orizzontali.

Curiosità

Heinrich W. Pfeiffer nel suo libro «La Sistina svelata. Iconografia di un capolavoro» ipotizza che Botticelli nell’affresco delle tentazioni di Cristo, inserisce precisi riferimenti alla congiura dei Pazzi.

Sulla sinistra, in primo piano, tre persone molto vicine tra loro, che indossano vesti preziose e dai colori vivaci, stanno conversando. Tra esse, quella che si trova all’estrema sinistra è rivolta verso il tempio collocato al centro del quadro, mentre quella a destra è contraddistinta da un diadema e da una ghirlanda e sembra voler convincere, con il braccio ben alzato, la persona di sinistra che tiene in mano un oggetto allungato, probabilmente un pugnale. La figura situata tra le due, vestita di rosso e con una stola dorata posta a formare una croce sul petto, tiene il braccio appoggiato sulla spalla del giovane di destra, ma rivolge lo sguardo a quello all’estrema sinistra del dipinto.

I tre personaggi raffigurati sono sicuramente incoerenti con i soggetti raffigurati nell’affresco di cui fanno parte, pertanto devono alludere a qualcosa di diverso, che molto probabilmente solo in pochi dovevano immediatamente percepire; la congiura dei Pazzi, come da Pfeiffer genialmente intuito. I tre personaggi prima descritti sono dunque, da sinistra a destra, Francesco de’ Pazzi, raffigurato con un pugnale in mano e pronto a colpire, l’arcivescovo di Pisa Francesco Salviati e Jacopo Bracciolini, cioè proprio i tre congiurati che vennero impiccati il giorno stesso della

Congiura.

Gli affreschi

I due cicli di affreschi impressionano per l’uniformità stilistica d’insieme. Al Perugino è affidato il coordinamento dei lavori.  Per evitare differenze troppo lampanti, definì fin dall’inizio i canoni da rispettare. Stabili con tutti i pittori le proporzioni delle figure da dipingere, le tonalità e la gamma dei colori e la scansione delle scene e la linea d’orizzonte.

Parete Nord

Le Storie di Cristo comprendevano in origine otto riquadri, che iniziavano con la Natività eseguita dal Perugino sulla parete dell’altare, poi distrutta per far posto al Giudizio Universale di Michelangelo.

Parete Sud

Le Storie di Mosè, che comprendevano in origine otto riquadri, iniziavano dalla parete d’altare con la Nascita e il Ritrovamento di Mosè del Perugino, affresco andato perduto al tempo della realizzazione del Giudizio Universale di Michelangelo..

cappella sistina interno
Riproduzione della cappella sistina come verosimilmente appariva il 26 dicembre 1519

Gli affreschi

cappella sistina interno
cappella sistina interno
cappella sistina interno
cappella sistina interno

https://www.vatican.va/various/cappelle/index_sistina_it.htm


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